Extrasistole                                                                                             Indietro

L'extrasistole è un battito prematuro (anticipato) che altera la regolare successione del normale ritmo cardiaco. E’ il disturbo più comune che viene diagnosticato durante una visita medica, prevalentemente nei giovani pazienti.

Le extrasistoli compaiono comunemente in soggetti sani, di qualsiasi età compresa l'infanzia. Talvolta sono espressione di stress, stanchezza, sforzi fisici, deprivazione di sonno, tabagismo, abuso di caffeina. In alcuni casi possono comparire dopo un pasto abbondante, legate quindi a distensione del fondo gastrico, o legate alla presenza di un'ernia iatale.
Più di rado possono essere espressione di una malattia cardiaca, di un disturbo elettrolitico, (ad es. carenza di potassio) o di una malattia della tiroide.  

Le extrasistoli possono essere isolate, comparire in maniera sporadica, o presentarsi più frequentemente  fino ad avere un rapporto costante con il ritmo di base. Il rapporto tra battito normale (sinusale) e l’extrasistole  può essere  1:1, 2:1, 3:1 e così via. Talvolta si presentano a coppie o a triplette ( 2 o 3 consecutive) o a runs (più di tre).

Le extrasistoli a seconda di dove originano sono classificate:

 ·  Atriali  quando l'impulso prematuro ha  origine negli atri, questi battiti ectopici hanno una forma che si avvicina molto a quella del ritmo sinusale.

 · Giunzionali sono  impulsi  prematuri che hanno  origine nel fascio di His, subito al di sotto della giunzione atrio – ventricolare.

 · Ventricolari
  i battiti prematuri originano nella muscolatura  ventricolare ed hanno una forma allargata  molto diversa da quella del ritmo sinusale.

Sintomi:

I soggetti nei quali si verifica questa aritmia descrivono manifestazioni quali "tuffo al cuore", sensazione di un battito mancante, nodo in gola, palpitazione, ansia.


Diagnosi Elettrocardiografica:

1) Se il QRS prematuro è preceduto da un'onda P, l'extrasistole è sicuramente atriale. Se non è preceduto da onda P, si può determinare l'origine dell'extrasistole dalla larghezza del QRS.

2) Se il complesso QRS è stretto, l'extrasistole è atriale.

3) Se è largo, ma ugualmente preceduto da un'onda P anomala, l'extrasistole è atriale ma verosimilmente ha trovato una delle branche del fascio di His ancora in periodo refrattario ed è stata condotta ai ventricoli con aberranza ("blocco di branca funzionale").

4) Se vi sono più complessi QRS prematuri, e tutti presentano la stessa morfologia e lo stesso ritardo, si parla di extrasistoli monomorfe;

5) Se i complessi QRS hanno morfologia differente, si parla di extrasistoli polimorfe.



Terapia Farmacologica:

Nella quasi totalità dei casi l'extrasistole non prevede nessun trattamento farmacologico a meno che non ci sia una patologia cardiaca sottostante. Quando non si riescono ad identificare i fattori precipitanti e si rende necessaria una terapia, in genere un β-bloccante è efficace, sicuro e ben tollerato. Lo scopo della somministrazione dei β-bloccanti consiste nel ridurre la frequenza cardiaca portandola a valori normali. Talvolta è opportuno un farmaco antiaritmico come il sotalolo, amiodarone o flecainide per evitare che i battiti extrasistolici possano diventare un trigger per l'innesco di aritmie più gravi quali la fibrillazione atriale, tachicardia da rientro nodale o una tachicardia sostenuta da una via anomala come il Wolf Parkinson White.

Farmaci Antiaritmici


Attività Sportiva:

Sono un reperto relativamente frequente nella popolazione sportiva. In assenza di patologia cardiaca documentata, il rischio di aritmie ventricolari maligne non risulta aumentato. In caso di sospetta cardiopatia e con extrasistolia più che sporadica è opportuno che il paziente si sottoponga ad accertamenti di secondo livello. In apparente assenza di cardiopatia organica, può essere utile una rivalutazione dopo 3-6 mesi di disallenamento per verificare la loro variabilità nel tempo e la potenziale influenza dell’allenamento stesso sulla aritmia.
L’idoneità può essere concessa:

— in assenza di storia familiare di morte improvvisa o di patologie aritmogene;
— in assenza di cardiopatia;
— in assenza di sintomi maggiori (cardiopalmo prolungato, presincope o sincope).

Nei casi con BPV frequenti, che vengono considerati idonei, gli accertamenti di II livello vanno ripetuti almeno annualmente.

L’idoneità va negata in presenza di:

— storia familiare di morte improvvisa o di patologie aritmogene;
— cardiopatia in grado , sia pure potenzialmente, di provocare aritmie maligne;
— sincopi o sintomi maggiori di possibile origine aritmica;
— BPV molto precoci e/o ripetitivi con coppie strette e/o episodi di TVNS ripetitivi o ad alta frequenza;
— BPV frequenti in cui si documenti una progressiva riduzione della funzione ventricolare.

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Tracciato ECG Normale

Tracciato ECG Extrasitole

Depolarizzazione Elettrica del Cuore durante Extrasistole

Scompenso Cardiaco e Aritmie