Quale Pacemaker Impiantare?

 

I Pacemaker si suddividono in due grosse famiglie:

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Pacemaker a singola camera o monocamerali (sigla SSI /SR)
·        
Pacemaker a doppia camera o bicamerali (sigla DDD /DR)

Le sigle individuano oltre alla tipologia di pacemaker anche la modalità di funzionamento programmata. Nello specifico la prima lettera individua quali camere possono essere stimolate (A:Atrio, V: Ventricolo e D: Atrio e Ventricolo), la seconda lettera individua quali camere possono essere sentite (A:Atrio, V: Ventricolo e D: Atrio e Ventricolo), la terza lettera individua la modalità di comportamento del pacemaker sul battito sentito (I: Inibito al ritmospontaneo, T: Trigerrato con il ritmo precedente, D: Inibito in caso di ritmo spontaneo e Ventricolo Triggerato all’attività atriale). La quarta lettera indica la possibilità di programmare un sensore per l’aumento progressivo della frequenza cardiaca.

PM monocamerali (criteri preferenziali) 

I dispositivi a singola camera possono essere utilizzati laddove si renda necessario l’impianto di un unico elettrocatetere che può essere posizionato in atrio o in ventricolo.
A seconda del sito scelto cambieranno le modalità di funzionamento

Modalità VVI-VVI(R):


Tale modalità assicura che venga mantenuta una frequenza cardiaca minima da parte del generatore in assenza di un’attività ventricolare spontanea. In tal caso il dispositivo eroga un impulso di energia che determina la contrazione del sito ventricolare.

Una volta fissata la frequenza minima di funzionamento del pacemaker il battito cardiaco non può più scendere al di sotto di quel valore.
La lettera (R) sta ad indviduare una particolare funzione del pacemaker che permette di attivare un sensore tipicamente di movimento in grado di adattare la frequenza cardiaca durante l’attività fisica nel caso in cui il cuore non sia più in grado di far fronte da solo alle necessità richieste dal corpo.
La modalità di funzionamento in singola camera ventricolare può essere utile nei pazienti che hanno:

 -  Fibrillazione AtrialeCronica.
 -  Flutter Atriale Cronico Bradiaritmico.
 -  Pazienti che necessitano di una stimolazione di sostegno
.

Modalità AAI - AAI(R):
La modalità di stimolazione AAI è simile alla VVI, con la differenza che la camera monitorata/stimolata non è più quella ventricolare ma è quella atrial e.L'AAI(R) rappresenta un eccellente metodo di stimolazione in un paziente con disfunzione del nodo sinusale e funzionalità normale del nodo AV. Questo tipo di stimolazione è utile nei pazienti che hanno:

 -  Malattia del nodo del seno (arresto cardiaco o bradicardia sinusale)
 -  Pazienti che necessitano di una stimolazione di sostegno atriale ma hanno una buona conduzione ventricolare
.

 PM Bicamerali (criteri preferenziali) 

I dispositivi a doppia camera prevedono l’impianto di entrambi gli elettrocateteri che devono essere posizionati sia in atrio che in ventricolo. A seconda della programmazione cambieranno le modalità di funzionamento

Modalità DDD - DDD(R):

La modalità di funzionamento DDD rappresenta la più comune per i pacemaker bicamerali e viene impiegata nei pazienti che hanno disfunzione del nodo AV e/o del nodo del seno:

- Stimolazione DDD nei pazienti con disfunzione del nodo del seno: I pazienti affetti da disfunzione del nodo del seno, possono presentare bradicardia sinusale intermittente o cronica, con conseguente necessità di stimolazione atriale intermittente o continua. Se i pazienti presentano una normale conduzione AV, il Pacemaker funziona come se fosse programmato in AAI, mantenendo un semplice monitoraggio dell’attività ventricolare con inibizione del pacemaker in caso di una sua normale presenza. In caso di evoluzione della patologia del paziente, si può verificare un’anomalia intermittente del sistema di conduzione del Nodo Atrio-Ventricolare. In tal caso nella modalità di funzionamento DDD l’eventuale assenza di un’attività ventricolare spontanea dopo l’attività atriale (spontanea o artificiale) è rimpiazzata da uno stimolo ventricolare.
- Pazienti con blocco AV e funzione normale del nodo del seno:  In tale modalità di funzionamente l’attività elettrica atriale è spontanea sino a quando la frequenza cardiaca non scende al di sotto della frequenza minima programmata con il pacemaker. In tali pazienti la modalità DDD assicura la presenza di un’atttività ventricolare dettata dal pacemaker in seguito ad un’ attività atriale, sia essa spontanea che artificiale. In più,questa modalità di funzionamento permette una sincronizzazione  dell’attività ventricolare con quella atriale,che può essere definita dall’operatore tramite la programmazione di un intervallo detto “ritardo AV”.

Modalità DDI :

Questo sistema costiuisce un'utile modalità di stimolazione per i pazienti che presentano un aspetto tachicardico-bradicardico da sindrome del nodo del seno (sicksinussyndrome) con conduzione AV non-integra. In corso di tachiaritmia atriale, uno stimolatore DDI manterrà i ventricoli alla frequenza più bassa.
Nel corso di episodi di bradiaritmia, lo stimolatore adotterà una modalità di stimolazione atriale. La stimolazione DDI non risulta appropriata per i pazienti con blocco AV permamente o intermittente.



PM Bicamerale VDD

Tra i Pacemaker a doppia camera possono essere inclusi i Pacemaker VDD, che sono dei dispositivi bicamerali che utilizzano un solo elettrocatetere con delle caratteristiche particolari.

Modalità VDD :

L’elettrocatetere VDD è un normale lead ventricolare con in aggiunta un bipolo elettrico per il solo sensing atriale. Tale bipolo è ‘flottante’ pertanto è in grado solo di sentire l’attività atriale intrinseca del cuore e non di erogare stimoli. Per il resto l’elettrocatetere funziona come un normale lead ventricolare. Tale modalità di stimolazione,vienepreferita quando un paziente ha blocco di terzo grado completo o intermittenze,e non necessità di un stimolazione atriale.


 


Scompenso Cardiaco e Aritmie